Come curare la candida: farmaci, rimedi naturali, dieta e strategie per prevenirla
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1. Definizione e Cause
La Candida è un fungo che vive naturalmente nel nostro corpo, in particolare nella flora vaginale, senza causare problemi. Tuttavia, in alcuni casi, questo organismo passa da essere un ospite innocuo a un agente patogeno, dando origine alla candidosi vulvovaginale, nota anche come mughetto.
Cos’è l’infezione da Candida o candidosi
La candida è un'infezione fungina causata dal fungo Candida albicans, un microrganismo che vive normalmente nel nostro corpo senza causare problemi. Tuttavia, in presenza di determinati fattori, questo fungo può proliferare in modo eccessivo, causando sintomi fastidiosi. Tra le cause principali troviamo lo squilibrio del microbiota, un abbassamento delle difese immunitarie, l'uso prolungato di antibiotici, una dieta ricca di zuccheri, stress e cambiamenti ormonali.
L'infezione da candida può colpire diverse parti del corpo, ma le più comuni sono la bocca, la pelle, l'intestino e l'area genitale. Nei soggetti immunocompromessi, come i pazienti con HIV o coloro che assumono terapie immunosoppressive, la candida può causare infezioni più gravi e sistemiche.
Si stima che circa il 75% delle donne in età fertile sperimenti almeno un episodio di candidosi nella propria vita, mentre fino al 5% soffre di candidosi vulvovaginale ricorrente, con quattro o più episodi nell’arco di un anno. Questo disturbo colpisce milioni di donne ogni anno, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sul benessere psicofisico.
Candida: come si prende e a cosa è dovuta?
La crescita incontrollata della Candida può essere scatenata da vari fattori:
Squilibrio del microbiota: Un’alterazione della flora batterica intestinale o vaginale può favorire la crescita della Candida.
Uso di antibiotici: Gli antibiotici eliminano anche i batteri benefici che tengono sotto controllo la Candida.
Diabete e sistema immunitario debole: Alti livelli di zucchero nel sangue e un sistema immunitario compromesso possono favorire l’infezione.
Fattori ormonali e gravidanza: Le variazioni ormonali possono alterare l’equilibrio del microbiota, aumentando il rischio di candidosi.
2. Sintomi e Diagnosi
Sintomi della CandiDa e tipologie
I sintomi della candida variano a seconda della zona colpita. Difatti ci sono diverse tipologie di candidiosi, sebbene la più diffusa sia quella vaginale.
Candidosi vaginale
Nel caso della candidosi vaginale, i segni più comuni sono:
Prurito intenso e persistente
Bruciore, soprattutto durante la minzione o i rapporti sessuali
Perdite vaginali dense, bianche e dalla consistenza simile alla ricotta
Arrossamento e gonfiore della zona intima
Nell'uomo, la candida può manifestarsi con arrossamento, prurito e secrezioni biancastre sul glande, spesso accompagnate da un odore sgradevole.
La diagnosi della candidosi vulvovaginale può avvenire attraverso un esame clinico basato sui sintomi, ma per conferma si utilizzano test di laboratorio come il tampone vaginale con colorazione di Gram o la coltura della Candida. Questi esami permettono di individuare il lievito responsabile dell’infezione e stabilire il trattamento più adeguato. I principali test diagnostici includono:
Tampone vaginale, orale o cutaneo.
Analisi del sangue per verificare la presenza di infezioni sistemiche.
Candidosi orale
Ci sono casi anche di candidosi orale, i cui sintomi possono includere:
Macchie bianche sulla lingua e all'interno della bocca
Sensazione di bruciore o dolore
Difficoltà a deglutire
candidosi cutanea
La candidosi cutanea può comportare arrossamento, prurito e eruzioni cutanee nelle pieghe della pelle.
Candidosi intestinale
Uno degli aspetti più dibattuti è il ruolo della Candida nell'intestino. A differenza delle candidosi orali e vaginali, l'infezione intestinale è difficile da diagnosticare, poiché i sintomi possono sovrapporsi a quelli di altre condizioni gastrointestinali. Per distinguere tra crescita eccessiva di Candida e infezione da Candida, sono necessari esami endoscopici e istopatologici, procedure raramente eseguite.
In assenza di esami approfonditi, la presenza dominante di Candida nelle feci non è sufficiente per confermare un'infezione, ma può indicare uno squilibrio della flora intestinale (disbiosi), spesso associato a diarrea e disturbi digestivi.
I sintomi più comuni della candida intestinale includono:
Gonfiore e dolore addominale
Diarrea o stitichezza
Fatica cronica
Intolleranze alimentari
Disturbi della pelle (eczema, dermatite)
Infezioni ricorrenti
Candidosi sistemica
E’ la forma grave che può seguire la candidosi intestinale, per cui l’infezione può diffondersi nel sangue e negli organi vitali, con implicazioni anche molto gravi.
Candida con perdite e sangue?
In alcuni casi, la candida può provocare piccole lesioni o microfessurazioni nella mucosa vaginale, causando leggere perdite di sangue. Questo fenomeno può essere accentuato da rapporti sessuali o da un'infiammazione particolarmente intensa. Se il sintomo persiste, è consigliabile consultare un medico per escludere altre possibili cause.
Candida senza sintomi, senza perdite e prurito
Esistono casi in cui la candida è presente senza sintomi evidenti. In questi casi, il fungo convive pacificamente con il microbiota senza causare problemi. Tuttavia, situazioni di stress, malattie o cambiamenti ormonali possono innescare la sua proliferazione.
Oltre ai sintomi fisici, la candidosi vulvovaginale può avere un forte impatto psicologico ed emotivo. Studi hanno dimostrato che le donne affette da RVVC sono più soggette a stress, ansia e squilibri nella vita privata e lavorativa. Inoltre, la gestione della patologia può essere economicamente onerosa, con costi significativi per visite mediche e trattamenti.
4. Fattori di Rischio e Prevenzione
L'85-90% dei casi di Candidosi vulvo-vaginale è causato da Candida albicans, mentre il restante 10-15% è attribuito a specie non-albicans come C. glabrata e C. tropicalis. Le cause della candidosi possono variare, ma alcuni fattori predisponenti includono:
Uso prolungato di antibiotici, che alterano l’equilibrio della flora batterica vaginale.
Terapie ormonali e gravidanza, che modificano i livelli di estrogeni.
Diabete mellito, che aumenta i livelli di zucchero e favorisce la crescita del fungo.
Sistema immunitario compromesso.
Fattori genetici e comportamentali, come stress, abbigliamento sintetico e umidità prolungata nella zona intima.
Nel caso della candidosi vulvovaginale ricorrente, l’eziologia non è ancora chiara. La maggior parte dei casi è causata dalla specie Candida albicans, ma alcune infezioni sono dovute a varianti meno comuni, come Candida glabrata, che tendono a essere più resistenti ai trattamenti convenzionali.
Candida o cistite?
La candida e la cistite sono due disturbi differenti, anche se possono presentare sintomi simili. La cistite è un'infezione batterica che colpisce la vescica e provoca bruciore durante la minzione, bisogno frequente di urinare e dolore al basso ventre. La candida, invece, si distingue per il prurito intenso e le perdite vaginali bianche. In alcuni casi, entrambe le condizioni possono manifestarsi contemporaneamente, rendendo necessaria una diagnosi accurata.
Candida in gravidanza: sintomi, rischi e trattamenti sicuri per la mamma e il bambino
Durante la gravidanza, l'aumento dei livelli di estrogeni e le variazioni del pH vaginale possono favorire la proliferazione della candida. Sebbene non sia pericolosa per il bambino, l'infezione può causare notevole disagio alla futura mamma. Il trattamento durante la gravidanza prevede l'uso di antimicotici locali sotto consiglio medico.
Candida nell'uomo: riconoscere i sintomi e curarla con i rimedi giusti
Negli uomini, la candida può manifestarsi sotto forma di balanite, con sintomi quali arrossamento, prurito e secrezioni biancastre sul glande. Anche se meno comune rispetto alle donne, può essere trasmessa attraverso rapporti sessuali non protetti.
Quanto dura la candida? Tempi di guarigione e cosa fare se non passa
Quando passa la candida? Perché non va via? Con il trattamento adeguato, i sintomi migliorano entro pochi giorni. Tuttavia, in caso di recidive frequenti, è necessario un approccio più globale che includa alimentazione e stile di vita.Se la candida tende a recidivare, potrebbe esserci un problema sottostante come squilibri ormonali, sistema immunitario indebolito o uso frequente di antibiotici. Inoltre, uno stile di vita stressante e una dieta poco equilibrata possono favorirne la ricomparsa.
L'uso diffuso di farmaci antimicotici ha portato a un aumento della resistenza ai trattamenti convenzionali, rendendo la ricerca di alternative terapeutiche più che mai necessaria. La fitoterapia, grazie ai suoi estratti vegetali con proprietà antimicotiche, sta emergendo come una possibile soluzione naturale per contrastare la VVC.
5. come curare la candida
La candida è un'infezione fungina, quindi non si cura con antibiotici. Al contrario, l'uso di antibiotici può favorire la crescita della candida distruggendo la flora batterica protettiva. Gli antimicotici sono efficaci per eliminare rapidamente l'infezione, ma i rimedi naturali possono aiutare a prevenirne le recidive, rinforzando la flora intestinale e vaginale.
Candida: cosa prendere? Farmaci efficaci contro l'infezione da Candida
Il trattamento dipende dalla gravita dell'infezione. I trattamenti includono antimicotici orali e topici, prescritti in base alla gravità dell’infezione. La gestione della candidosi vulvovaginale prevede l’uso di farmaci antimicotici, disponibili in diverse formulazioni:
Trattamenti topici (creme, ovuli vaginali) contenenti azoli come clotrimazolo, miconazolo o ketoconazolo.
Terapie orali con fluconazolo o itraconazolo, generalmente preferite per la loro praticità.
Nei casi di candidosi ricorrente, il trattamento prevede una terapia più prolungata, con cicli di antimicotici per diverse settimane o mesi per prevenire le recidive. Tuttavia, circa il 50% delle donne sperimenta una ricomparsa dei sintomi entro pochi mesi dalla fine del trattamento.
E’ ormai consolidato il concetto che la piu’ comune ragione della mancata risposta al trattamento antimicotico sia l’errata diagnosi. In circa la meta’ dei casi il medico prescrive un trattamento inadeguato che puo’ generare ulteriore patologia, modificare i sintomi e rendere difficoltoso il successivo iter diagnostico.
Quale detergente usare per la candida?
Per l'igiene intima, è consigliabile utilizzare detergenti con pH acido (3.5-4.5), privi di profumi e sostanze irritanti. Anche lavaggi con bicarbonato di sodio o camomilla possono aiutare ad alleviare il prurito.
Rimedi naturali contro la candida
Le erbe medicinali hanno una lunga tradizione nel trattamento delle infezioni fungine e sempre più studi ne confermano l'efficacia. Di seguito, un'analisi dettagliata delle principali erbe utilizzate per combattere la VVC.
1. Allicina (Aglio)
L'aglio (Allium sativum) è noto per le sue potenti proprietà antimicrobiche. Il suo principale principio attivo, l'allicina, agisce su diversi meccanismi della Candida:
Riduce l'espressione del gene SIR2, che controlla la trasformazione della Candida in una forma invasiva;
Inibisce la produzione della candidalisina, una tossina che facilita l’infezione;
Rende la membrana cellulare della Candida più permeabile, favorendo la sua distruzione. L'aglio può essere assunto sotto forma di estratto concentrato o applicato localmente tramite impacchi o creme.
2. Berberina
La berberina è un alcaloide estratto da piante come la Berberis vulgaris (Crespino). Ha dimostrato di essere un potente antifungino:
Blocca l’adesione della Candida alle cellule vaginali, impedendone la proliferazione;
Riduce la capacità della Candida di trasformarsi in una forma invasiva;
Può essere utilizzata in forma di capsule o tintura madre per un effetto sistemico, oppure sotto forma di gel vaginale.
3. Curcuma (Curcuma longa)
La curcuma è una spezia dalle potenti proprietà antimicotiche e antinfiammatorie grazie al suo principio attivo, la curcumina:
Inibisce la sintesi dell’ergosterolo, un componente essenziale della membrana cellulare della Candida;
Riduce i livelli di infiammazione e dolore associati alla VVC;
Può essere utilizzata sotto forma di crema vaginale, con studi che mostrano un'efficacia comparabile al clotrimazolo.
4. Cannabidiolo (CBD)
Il CBD, estratto dalla Cannabis sativa, è un potente agente antimicotico con diversi meccanismi d'azione:
Diminuisce l’espressione dei geni responsabili della crescita del biofilm fungino;
Aumenta la permeabilità della membrana cellulare della Candida, favorendone la distruzione;
Riduce l’energia disponibile per la Candida, abbassando i livelli di ATP. Il CBD può essere utilizzato in forma di olio o pomata vaginale.
5. Anethum graveolens (Aneto)
L’aneto è noto per le sue proprietà digestive, ma possiede anche un’importante azione antimicotica:
Inibisce la deidrogenasi mitocondriale, riducendo la produzione di ATP della Candida;
Destabilizza la membrana cellulare fungina, portando alla morte delle cellule patogene. L'olio essenziale di aneto può essere impiegato in supposte vaginali o creme antimicotiche.
6. Fridericia chica
Questa pianta sudamericana è ricca di flavonoidi con proprietà antimicotiche e antinfiammatorie:
Riduce la transizione della Candida alla forma filamentosa;
Ritarda la proliferazione del fungo, permettendo al sistema immunitario di combatterlo più efficacemente. L’estratto idroetanolico di F. chica può essere utilizzato come lavanda vaginale o in capsule.
Antimicotici o rimedi naturali? Cosa funziona davvero contro la candida
Numerosi studi clinici e sperimentali hanno evidenziato il potenziale della fitoterapia nella cura della VVC:
Crema vaginale alla curcumina: Ha mostrato una guarigione del 66% dei pazienti, rispetto al 48,9% del clotrimazolo.
Berberina: Ha ridotto l’adesione della Candida alle cellule vaginali fino al 50%.
CBD: Ha abbassato i livelli di ATP e aumentato la produzione di specie reattive dell’ossigeno, accelerando la morte delle cellule fungine.
Fitoterapia vs Farmaci: Qual è il Futuro?
L’efficacia della fitoterapia apre nuovi scenari nel trattamento della candidosi vulvovaginale. Sebbene i farmaci azolici come il fluconazolo restino il trattamento di prima linea, la crescente resistenza ai farmaci e gli effetti collaterali stanno spingendo la comunità scientifica a valutare strategie alternative o combinate.
Un punto critico rimane la necessità di ulteriori studi clinici per confermare la sicurezza e l'efficacia delle erbe nella pratica ginecologica quotidiana. Tuttavia, la fitoterapia potrebbe rappresentare una svolta, offrendo alle pazienti un'opzione terapeutica più naturale, sicura e meno soggetta a resistenza.
Sebbene la fitoterapia e il suo utilizzo nella pratica ginecologica quotidiana richiedano ulteriori ricerche cliniche, sembra essere un metodo terapeutico molto promettente. Una revisione della letteratura disponibile ha dimostrato che le erbe sono efficaci quanto le soluzioni di trattamento classiche. L'uso di preparati erboristici non aumenterà inoltre la resistenza ai farmaci precedentemente utilizzati e, a causa dei minori effetti collaterali, i pazienti potrebbero essere più desiderosi di accettarne l'uso. Numerose erbe menzionate nella revisione, tra cui aglio, F. chica e berberina, inibiscono la transizione dei funghi in una forma invasiva e l'aneto riduce la concentrazione di ATP nella cellula fungina inibendo la deidrogenasi mitocondriale. La curcuma, d'altra parte, blocca la sintesi dell'ergosterolo, ma il migliore in questa revisione è il CBD, che ha molteplici meccanismi per limitare la crescita fungina.
Candida: quali sono i migliori integratori di probiotici per eliminarla
Nel panorama attuale emergono nuove strategie complementari alla terapia antimicotica tradizionale attraverso l’utilizzo dei probiotici, in particolare i ceppi di Lactobacillus (L. crispatus, L. acidophilus, L. rhamnosus) e di lieviti come S. boulardii e S. cerevisiae, si rivela promettente per ripristinare l’equilibrio del microbiota vaginale. Questi microrganismi, in particolare i lattobacilli, si oppongono alla colonizzazione vaginale da parte della Candida attraverso la competizione per il substrato nutritivo, la cui presenza ostacola l’adesione alla mucosa e la produzione di sostanze che inibiscono la proliferazione e la germinazione dei lieviti, modulando anche la risposta immunitaria.
E’ certa la capacità dei lattobacilli Rhamnosus GR-1 e Fermentum RC-14 di modificare e mantenere una normale flora urogenitale. Sicuramente tale effetto è dose dipendente, lo studio dimostra che la dose di questi lattobacilli vivi assunti per via orale al giorno richiesta è superiore a 100 milioni di cellule batteriche vive al giorno. Questi numeri sono raggiungibili mangiando una porzione di latte fermentato al giorno.
Tuttavia, la mancanza di standardizzazione e studi clinici robusti limita l’applicazione pratica di tali approcci, regolamentati come integratori alimentari.
Innovativi approcci bioterapeutici, come il trapianto del microbioma vaginale (VMT), propongono il trasferimento dell’intera comunità microbica da donatrici sane, ottenendo risultati preliminari promettenti. Parallelamente, i postbiotici – derivati dai microrganismi inattivi e dai loro metaboliti – offrono una soluzione più sicura, eliminando i rischi legati all’utilizzo di organismi vivi. Queste strategie, se confermate da studi randomizzati di alta qualità, potrebbero rivoluzionare il trattamento, integrandosi con le terapie antimicotiche convenzionali.
Candida, cosa mangiare e cosa evitare?
Il nostro microbiota, ovvero l’insieme dei batteri e funghi presenti nell’apparato digerente, è fortemente influenzato dalle nostre abitudini alimentari.
Candida albicans, può vivere pacificamente nel nostro intestino, senza alcuna conseguenza, e solo in alcune condizioni può diventare invadente. Sembra che la dieta occidentale, caratterizzata da un elevato consumo di zuccheri raffinati, amidi e alimenti processati, favorisca la sua crescita. Questo potrebbe spiegare perché la popolazione occidentale è più colonizzata da C. albicans rispetto a chi segue un’alimentazione più tradizionale.
Difatti in oriente in particolare, ma anche nelle zone rurali dell’Europa occidentale, pare che l’incidenza della candidosi sia significativamente inferiore.
Il ruolo dello zucchero
La Candida sfrutta prevalentemente il glucosio (cioè lo zucchero) come fonte di energia. Pertanto i livelli di zucchero nel nostro intestino influenzano la crescita di questo fungo. In assenza di glucosio, C. albicans è costretto a trovare altre fonti di energia, come il lattato o altri composti organici. Questo dimostra quanto sia flessibile nel suo adattamento all’ambiente.
C. albicans ha bisogno di adattarsi ai nutrienti disponibili e, quando le risorse non sono ottimali, fatica a sopravvivere.
Ma c’è di più: il nostro intestino è un ambiente molto competitivo! Alcuni batteri amici, come i Lactobacilli, contrastano la crescita eccessiva di C. albicans. Tuttavia, se la dieta non supporta questi batteri benefici, il fungo può prendere il sopravvento, soprattutto in situazioni di debolezza del sistema immunitario.
NAC - N-Acetil Glucosammina
Un aspetto interessante riguarda l'effetto della N-acetilglucosamina (GlcNAc), una molecola chiave per la regolazione nutrizionale nel tratto gastrointestinale. Se C. albicans viene esposto esclusivamente a questa sostanza, senza altre fonti di nutrimento, subisce una sorta di "suicidio metabolico", un meccanismo che potrebbe essere sfruttato per contrastarne la crescita eccessiva.
l’olio di cocco
Al contrario degli zuccheri, alcuni alimenti sembrano ostacolare la proliferazione di questo fungo. Ad esempio, l’olio di cocco, ricco di particolari acidi grassi, può ridurne la crescita. L’olio di cocco contiene acidi grassi a catena media (MCFA), tra cui acido decanoico e acido dodecanoico, noti per le loro proprietà antimicotiche. Questi composti:
Inibiscono la crescita della Candida
Alterano il metabolismo delle cellule fungine, limitandone la proliferazione
Riducono la capacità della Candida di adattarsi alle condizioni dell’intestino
la lattoferrina
Un altro fattore importante è la disponibilità di ferro, essenziale per la crescita di molti microrganismi. Studi hanno dimostrato che se il fungo non riesce ad assorbire abbastanza ferro, la sua capacità di colonizzare l’intestino diminuisce.
La lattoferrina viene spesso somministrata, in quanto sottrae ferro all’ambiente e quindi anche ai miceti, inibisce la replicazione della Candida, e interagendo con le sue strutture superficiali ne provoca la lisi. La somministrazione di lattoferrina per via orale associata all’applicazione locale di crema a base di lattoferrina è utile nel trattamento delle infezioni da Candida, per la sua spiccata attività immunomodulante con conseguente aumento delle difese antimicotiche.
Il beta-glucano
Il Beta-Glucano è un polisaccaride naturale presente in diverse fonti, tra cui le pareti cellulari del lievito Saccharomyces, alcuni funghi medicinali, l'avena, le alghe marine e persino alcuni batteri.
Il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere il beta-1,3 D-glucano grazie a specifici recettori presenti sulle cellule macrofaghe. Questo suggerisce che il sistema immunitario lo associ alla presenza di un possibile agente patogeno.
Infatti, il beta-glucano è un componente inerte della parete cellulare di molti batteri. Quando il sistema immunitario lo rileva, lo interpreta come un segnale di potenziale infezione e attiva una risposta immunitaria generalizzata e non specifica, pertanto pare funzionare bene anche per le infezioni da Candida.
Infine, anche le sostanze prodotte dal nostro organismo, come gli acidi biliari, giocano un ruolo chiave: alcune di esse possono limitare la crescita di C. albicans, mentre altre – la cui produzione può essere alterata dall’uso di antibiotici – ne favoriscono la diffusione.
Alimenti Non raccomandati
Tutti gli alimenti contenenti zucchero semplice
Carni stagionate e grasse difficili da digerire
Latte e latticini
È vietato l'uso di alcol e aceto alcolico
Alimenti da evitare
Miele, marmellata, caramelle, gelato e tipi di frutta con alto contenuto di zucchero, come uva e anguria
Alimenti contenenti molto amido, come prodotti a base di farina bianca (pane bianco e panini, torte, biscotti, pasta), riso bianco, lenticchie, fagioli bianchi e patate
Prodotti a base di carne, prosciutto, pancetta, salame, salsicce, arrosti, carne alla griglia, carne rossa (maiale, manzo, montone, pollo), interiora
Latte, latticini freschi come mozzarelle, formaggio fresco, formaggio spalmabile e formaggio con muffa
Alimenti Raccomandati
Dolcificanti artificiali e stevia sono consentiti in bevande e pasti
È consentita l'assunzione di una, possibilmente due porzioni di frutta al giorno, escluse quelle ad alto contenuto di zucchero
Alimenti a base di farina di grano e cereali integrali (pane e pasta), patate dolci cotte, riso integrale
Pesce, preferibilmente di origine marina (sgombro, nasello, tonno, salmone, sardine), frutti di mare, carne di pollo bianca magra, (almeno 2 volte a settimana)
Diete ad alto contenuto di proteine, aminoacidi e acidi grassi sembrano ridurre la presenza di Candida.
Pistacchi e mandorle sono stati associati a una diminuzione delle specie di Candida nel tratto gastrointestinale.
Yogurt o latti fermentati a base di lattobacillus acidophilus (in particolare se contenenti inulina e altri probiotici)
Integratori alimentari: acidi grassi Omega-3 (da soli o con acidi grassi Omega-6 e omega-9), olio di semi di lino, olio di enotera (1 cucchiaino o
3 capsule) due volte al giorno, gocce di propoli, complesso multivitaminico con selenio, gocce di vitamine A e D per 5 giorni, zinco (una compressa effervescente al giorno), Lactobacilli acidophilus o capsule probiotiche di Bifidus o qualsiasi altro probiotico
6. Conclusioni
L'alimentazione gioca un ruolo chiave nel determinare la presenza e il comportamento di Candida albicans nel nostro intestino. Ridurre il consumo di zuccheri raffinati e introdurre elementi come l'olio di cocco potrebbe aiutare a mantenere sotto controllo la sua proliferazione. D'altro canto, l'uso di antibiotici e diete sbilanciate possono favorirne la crescita, creando uno squilibrio nel microbiota intestinale. Comprendere questi meccanismi potrebbe essere fondamentale per sviluppare strategie nutrizionali mirate a mantenere un intestino sano e in equilibrio.
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